Tratto dal libro “Pane e roba dolce” delle sorelle SIMILI

 

Fare il pane in casa non è una cosa difficile!

Non si capisce proprio come una tale convinzione possa aver guadagnato tanto credito: forse che il pane non si è fatto sempre in casa, come del resto tutto ciò che ha nutrito le generazioni che ci hanno preceduto?

Noi ricordiamo ancora le donne che venivano al forno a cuocere il loro pane. Era appena finita la guerra e si ricominciava a vivere; si poteva trovare della farina. Un poco di strutto, il fornaio forniva il lievito e che gioia impastare, finalmente!

A volte erano dei bambinetti che arrivavano in due o tre che arrivavano portando con loro le preziose pagnotte spesso adagiate su vassoi, qualche volta su robusti cartoni o su assi di legno, comunque sempre coperti con canovacci. Le consegnavano al fornaio, non senza raccomandazioni, e se ne andavano tutti contenti già pregustando il piacere di ritornare a prendere il pane cotto e profumato. Per non rischiare, poi, che avvenissero scambi, si ingegnavano a fare dei segni di riconoscimento sulle pagnotte; alcune famiglie avevano persino i loro marchi.

Le mamme , per fare ancora più contenti quei ragazzi, con un poco di pasta intrecciata, formavano delle ochette o chiudevano una mela in un piccolo cestino di pasta.

Tutto questo faceva parte del quotidiano e nessuno se ne stupiva. Il pane era a volte più bello, a volte meno ma le donne non se ne meravigliavano più di tanto, poiché sapevano che la pasta è una cosa viva ed anche un po’ misteriosa: eccezion fatta per alcune di loro che, tagliando corto, davano tutta la colpa ad un insuccesso del fornaio, che non aveva vita facile in quel caso!

Noi saremmo felici di poter trasmettervi un poco di questa atmosfera. I fornai, quando si alzavano ed era più che notte fonda, aprivano la finestra, annusavano l’aria e poi scendevano al forno e poi decidevano come comportarsi con la pasta in quel giorno. Non possiamo assicurarvi che il pane da voi fatto seguendo le nostre indicazioni sarà sempre ugualmente bello. Per poter ottenere un risultato costante, è indispensabile, infatti, poter contare su farine che presentino caratteristiche costanti, su camere di fermentazione che garantiscano un tasso di umidità e temperature sempre controllate e così via di questo passo; ma allora non è più un gioco, ben venga il nostro pane “brutto”

Valeria e Margherita Simili